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- O MIA BELLA AFRICA - (da Violenza della Razza) - Eustache Prudencio –
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Loro non conosceranno mai in profondità il mio paese non coglieranno che qualche bagliore raffreddato, dal momento che si fermano sulle spiagge lontano dagli abissi. L’Africa rimarrà sempre quell’enorme punto che interroga, brilla durante il giorno, ma preoccupa la notte, Una fetta di terzo mondo senza pane, che tuttavia canta e danza al chiaro di luna.
Loro non capiranno mai perché in questo paese chiamiamo gendarme un uccello, capitano un pesce, avvocato un frutto!
L’Africa è un poema vivente che scorre nelle acque saltellanti, s’intrufola nelle foreste fruscianti, si appiglia alle creste verdeggianti, carezza i raggi mai spenti di un sole ben colorato e vigoroso.
Gli uomini qui sono laboriosi e forti, Le ragazze sinuose come liane.
I suoi borghi e villaggi fremono durante l’anno costellato di feste,
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I suoi galli cantano nell’alba umida dai crepuscoli diafani e timidi i suoi pestelli battono felici, si mischiano ai flauti dei gendarmi per suonare la loro parte nell’orchestra mattutina.
Qui i gendarmi sono dei veri gendarmi che custodiscono le abitazioni e le proteggono dagli stregoni e dagli spiriti maligni…
Nell’erba fresca delle rive con mille lucciole I suoi pescatori che parlano la lingua degli dei, ululano nella notte nera spingendo le loro piroghe leggere sulle onde mormoranti dei laghi.
La natura tiepida cova dolcemente questo bel paese dove le ali battono ogni giorno più potenti, più nervose, più libere…
Poiché non loro non vogliono conoscerti, Africa, alzati come un fuso gigante, fendi la nebbia che ti copre e brilla come un metallo prezioso su tutto l’universo,
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Apri, sviluppa con il tuo soffio i tuoi petali. Nella tua generosità, riversa la tua riserva di purezza Sopra tutto ciò che respira per aiutare il mondo A sbarazzarsi dei rifiuti e delle menzogne. Attraversa il pianeta per umanizzare gli uomini, Poiché tu hai la fortuna di essere più vicina alla natura, La fortuna di ridere, di vibrare, La fortuna di essere pulita e bella.
Nelle loro fabbriche trepidanti e fumose, Spargi un po’ di freschezza di profumo, Appendi delle ghirlande di fiori Per ricordare loro le bellezze eterne. Nella loro vita agitata, affettata, Getta qualche nota di poesia, di verità, Per insegnare loro a sognare e a vivere.
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